Collezionista d’arte contemporanea, art advisor, scrittrice e regista: Vera Bertran è tutto questo ed anche un’icona di stile. È una giovane donna dallo stile fresco, con la passione per l’arte contemporanea e anche una giramondo in cerca di belle arti. Ha fondato “contemporary-art-collectors.com“, una piattaforma seguita da circa quattrocentomila persone.

Abbiamo avuto il piacere di parlarle dei valori del collezionismo d’arte oggi e di come muoversi in questo campo per chi intende iniziare una carriera nel mondo dell’arte.

Vera Bertran
Vera Bertran

Domanda: Per molte persone lei non è solo un’icona di stile, ma anche una moderna donna rinascimentale: un’appassionata consigliera d’arte, scrittrice, regista e fondatrice di “contemporary-art-collectors.com“. Può dirci quali sono i suoi valori guida per il collezionismo d’arte?

Risposta: A mio parere, ci sono due tipi di collezionisti: quelli emotivi e quelli razionali. È sempre importante ricordare che non tutti i collezionisti acquistano l’arte per lo stesso motivo. Ci sono una moltitudine di ragioni divergenti, sia che si voglia investire in artisti affermati, sia che si voglia investire in artisti nuovi ed emergenti che si affacciano sulla scena. Investire in opere di artisti famosi sarà sempre un investimento stabile e privo di rischi, ma se si è disposti a scommettere e ad acquistare l’opera di un artista emergente, è possibile che si riesca ad avere un vantaggio e a realizzare un profitto significativo.

Alcune persone vedono l’arte prevalentemente come un investimento, un modo per guadagnare soldi facili. Tuttavia, penso che se si è disposti a investire personalmente nell’arte, mi dice che, pur volendo guadagnare, si ha anche un vero e proprio amore per l’arte. Conosco collezionisti affermati che passano mesi alla ricerca meticolosa di opere basate su uno stile, un mezzo o un contenuto tematico particolare della loro collezione, e in alcuni casi che potrebbero anche acquistare un pezzo a causa di ciò che è in voga nelle tendenze contemporanee. Naturalmente, ci sono sempre eccezioni ad ogni regola; e nel caso del mondo dell’arte, alcuni “collezionisti” meno che rispettabili acquistano l’arte solo come forma di riciclaggio di denaro, poiché spesso questo è considerato il modo più semplice per spostare denaro sporco.

D: Come ha vissuto i cambiamenti sociali causati dalla pandemia negli ultimi mesi?

R: Ogni anno il mondo dell’arte ha una presenza online sempre più significativa e di più ampia portata, che, rispetto alla situazione attuale, si sta rivelando più che mai essenziale. Durante la pandemia abbiamo assistito ad un aumento dell’interesse per l’arte, evidente dal fatto che le gallerie e i musei hanno registrato un traffico web record. Molte gallerie si sono adattate alla situazione lanciando sale di visualizzazione e mostre virtuali online, e varie fiere d’arte tra cui: Art Basel Hong Kong, Frieze NY sono diventati virtuali dopo aver dovuto cancellare  le loro programmazioni.

In questo momento difficile, raccomando a tutti coloro che sono coinvolti nel mondo dell’arte di creare una forte presenza online, compreso un sito web professionale, regolarmente aggiornato. Questa è l’occasione perfetta per sviluppare i vostri social media e per imparare ad attrarre un pubblico più ampio.

D: Che consigli darebbe alle persone giovani ed inesperte che aspirano a lavorare nel mondo dell’arte contemporanea? 

R: Suggerirei di acquisire il massimo delle conoscenze possibili, non solo in storia dell’arte, ma anche nel marketing, nel ‘personal branding e nel business dell’arte’. Dovrebbero conoscere questo campo a fondo. Anche se può sembrare bizzarro, spesso incontro persone che non hanno idea di chi siano Marlene Dumas o Peter Doig, o che non hanno un sito web o nessun tipo di presenza sui social media.

Adrian Ghenie - The Arrival
Adrian Ghenie – The Arrival

D: Oggi il profilo di un artista è fortemente influenzato dai social media, come ha recentemente spiegato Alex Israel nel suo saggio: “Always on my mind”.  Qual è la sua opinione su questo argomento?

R: In breve, sono d’accordo. I social media sono già considerati una parte importante e fondamentale del mondo dell’arte. Sono un ottimo strumento per diffondere il proprio nome e autopromuoversi, per stabilire contatti importanti ed incontrare persone che la pensano allo stesso modo. Collezionisti e gallerie scoprono da tempo artisti con una forte e visibile presenza online o artisti che hanno creato una audience intorno a se stessi.

D: La vostra piattaforma “contemporary-art-collectors.com” ha avuto molto successo. Qual è l’aspetto più importante per voi?

R: Il mio successo è dovuto principalmente a pochi semplici motivi: primo, tutto quello che faccio è fatto con amore e passione, secondo, ho buon gusto e non copio nessuno. L’aspetto più forte della piattaforma è che la mia pagina è ben curata. Pubblico solo artisti che sono, a mio avviso, eccezionali e degni di essere oggetto di attenzione da parte di un collezionista d’arte affermato. Nonostante mi vengano regolarmente  post a pagamento, rispetto la mia reputazione e quindi ne respingo la maggioranza a causa del fatto che non rispettano i miei standard elevati.

D: Nel mondo dell’emergenza post-covid, qual è il viaggio ideale che consiglierebbe agli amanti dell’arte contemporanea?

R: Dato che molti musei e gallerie stanno riaprendo, vi consiglio una delle principali città che hanno  incredibili collezioni d’arte contemporanea come New York, Londra, Parigi, Hong Kong e Berlino.

Peter Doig - Grande Riviere
Peter Doig – Grande Riviere

Abbiamo appena visto che Vera Bertran vale la sua fama. Personalmente, apprezziamo molto la sua franchezza e il suo pragmatismo nell’affrontare le questioni relative al mercato dell’arte. Secondo le sue scelte sugli artisti che ha coinvolto nella sua comunità, c’è un alto livello di qualità sia per quanto riguarda gli artisti affermati che per quelli emergenti. Questa intervista si distingue rispetto alle altre condotte in quanto il suo punto di vista sull’importanza dei social media, anche per costruire una carriera nel mondo dell’arte, sembra essere un aspetto molto importante e qualificante. Anche il personal branding e il business dell’arte sono aspetti fondamentali, ma non a scapito della qualità. Tale visione potrebbe essere condizionata dal suo ruolo di advisor, che noi stessi, come art advisors , condividiamo e sosteniamo, soprattutto per quanto riguarda la realtà dei giovani artisti emergenti.

Katia Tenti. Copyright © 2020 All rights reserved.

Category: Intervista

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