TIPI è il Festival dei Talenti, degli Incontri, dei Progetti e delle Idee nato da un’idea di Katia Tenti per il Servizio Giovani dell’Assessorato alla cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano.

Un festival nato per promuovere la progettazione e la partecipazione giovanile nel territorio dell’Alto Adige, aiutare ragazzi e ragazze a scommettere sulle proprie idee, superare il fatalismo e la rassegnazione con cui osservano il mondo adulto e le incognite sul proprio futuro.
Un percorso costruito da incontri con eccellenze italiane creative e produttive e talent scout affermati. Nei mesi di ottobre – novembre 2008 si sono svolte delle giornate con personaggi del calibro di Kean Etro per la moda, Aldo Cibic per il design, Carlo Cracco per la cucina; i ragazzi sono stati in missione sui set televisivi di Rai3 e hanno ascoltato direttamente da Robert Koch consigli su come diventare fotografi professionisti.
“La cultura dei talenti”

Perché Carlo Cracco è diventato un grande cuoco? Cosa sta dietro al successo dello stilista Kean Etro, e ancora, come è arrivato Niccolò Ammanniti al grande successo editoriale dei suoi romanzi? Il comune denominatore è sicuramente il talento. Ma cosa significa “essere un talento?” In senso stretto si può parlare di una certa predisposizione, unica ed esclusiva, nell’esercitare una competenza in un ambito disciplinare, arte  o mestiere che sia. Ma l’idea di un talento viene spesso confusa con quella di genialità come dono eccezionale, fuori dal comune ed in grado di creare e quindi rappresentare, un modello unico il più delle volte irraggiungibile.

I ragazzi che hanno partecipato al grande incubatore di idee che è TIPI festival, hanno avuto il privilegio di “smascherare” a sé stessi alcuni di questi maestri di eccellenza, e quindi il segreto della loro qualità. Recandosi nel luogo di lavoro dei big, nel loro quotidiano, dietro le quinte di quello che a i più appare come il sacrario della loro creatività, hanno avuto modo di confrontarsi con la realtà dei fatti: dietro ad ogni grande successo ci sta un duro lavoro.

Ecco dunque il talento: non un miracolo ma una visione di vita, un progetto con obiettivi precisi ed un metodo che è quello dell’impegno costante, giorno per giorno, per raggiungere la meta auspicata. Per questo avere talento non significa essere nato genio, così come l’assioma talento=successo che può diventare solo “vippismo”, è fuorviante e pericoloso per i giovani in cerca di un approccio con il proprio futuro. Rischia di trasformare giovani potenziali talenti in spettatori passivi di un mondo precostituito con cui non è possibile interagire. Recuperando il valore autentico del termine, talento riconduce prima di tutto alla competenza, alla fatica del fare per raggiungere un obiettivo, come hanno dimostrato i Cracco, gli Etro e gli Ammanniti di TIPI festival.

L’obiettivo non è quello di creare cuochi o stilisti piuttosto che scrittori di successo come loro. Ai ragazzi si vuole offrire la consapevolezza di potersi immaginare un futuro possibile, stuzzicando il talento che ognuno porta dentro di sé, e che solo grazie all’apprendimento di un metodo può crescere nella direzione aspirata.

(Katia Tenti – Ideatrice e project manager)

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Category: Portfoglio

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